Progetto Luna Verde

Luna Verde è un progetto di agricoltura sensibile itinerante. l’intento è rivolto a fondere i tesori dei saperi antichi con la conoscenza e le esperienze pratiche e vissute in modo sensibile del oggi e del futuro.

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Il progetto Luna Verde

Luna verde è un progetto agricolo itinerante nato dalla sintesi di più esperienze, quali studi universitari di tecniche erboristiche, gestione di un’azienda agricola biologica, corsi di specializzazione in floricoltura, percorsi di agricoltura sinergica e permacultura, esperienza nell’agricoltura sociale e in fattoria didattica, studi e docenza di naturopatia, educazione ambientale e di alimentazione naturale nelle scuole, ma soprattutto esperienza sul campo e tanta passione.
Da queste conoscenze si è sviluppata la nostra filosofia basata sulla sinergia di diverse metodologie:
– Agricoltura
– Downshifting o semplicità volontaria
– Sostenibilità
– Biodiversità e non omologazione
– Allineamento alle stagioni e ai cicli
– Economia solidale
– Scambio delle conoscenze
 
Logo realizzato da Alessia Rebizzani
 
Agricoltura:
A differenza dell’agronomia, l’agricoltura non è una scienza esatta, infatti uno stesso identico metodo può essere efficace in un contesto ed inefficacie in un altro. I nostri metodi agricoli saranno quindi una sintesi di interventi presi dalle varie filosofie e tecniche agricole a seconda delle necessità del momento e del luogo. Tra i vari metodi ci ispiriamo alle agricolture biodinamica, biologica, sinergica, naturale del non fare di Fukuoka, conservativa o blu, consociazioni, ecc …
  •   Autocertificazione “agricoltura contadina”:
L’autocertificazione nel rispetto del regolamento comunitario relativo al metodo di produzione biologica in modo da garantire prodotti di qualità.
Downshifting o semplicità volontaria:
Il nostro ideale di lavoro è quello di impegnarci per un numero di ore necessarie al mantenimento di uno stile di vita semplice e frugale avendo così più tempo da dedicare a noi stessi e al nostro benessere.
Sostenibilità:
L’impatto sia ecologico che sociale deve essere sostenibile e quindi si cercheranno interventi e soluzioni atti a mantenere l’humus che rende fertile un terreno, evitare il più possibile l’erosione, risparmio idrico attraverso recupero delle acque e irrigazioni a goccia, un utilizzo minimo indispensabile del trattore e dei derivati del petrolio, riciclo e compostaggio, l’uso dei macerati vegetali piuttosto che prodotti di sintesi ed infine la vendita sarà verso una filiera corta, a Km0, soprattutto rivolta ai GAS e a mercati contadini locali.
Biodiversità e non omologazione:
Mantenere nello stesso spazio di coltivazione il maggior numero di famiglie botaniche permette di aumentare la biodiversità aiutando la sinergia tra le piante verso impollinazioni e incroci più vari e verso la creazione di equilibri tra piante e piante e tra piante ed insetti o animali presenti. In un ambiente ricco di biodiversità i singoli individui tendono a basare la propria esistenza su degli equilibri spontaneamente virtuosi. Gli interventi saranno il più possibile limitati e rivolti alla salvaguardia di flora e fauna presenti nel sito creando inoltre rifugi e riserve per gli animali utili come ricci di macchia, istrici, pipistrelli, insetti impollinatori, uccelli e anfibi. Inoltre la scelta delle nuove colture orticole o fruttifere sarà volta a valorizzare specie tipiche e/o antiche, locali o estere, con caratteristiche meritevoli di salvaguardia. Oltre al bosco alcune aree verranno mantenute e preservate allo stato selvatico affinché si sviluppino naturalmente. Ogni singola pianta, albero, arbusto, rampicante o erba ha le sue proprie esigenze. Queste sono legate anche alla sua ricchezza genetica, nel senso che più le piante sono variabili più la loro “unicità” è spiccata e non si può quindi intervenire utilizzando soluzioni (es: medicinali agricoli) uguali per tutte. Anche il gusto e gli aromi saranno così salvaguardati e ogni prodotto potrà così conservare le sue fragranze tipiche per il piacere del nostro palato e dei nostri sensi.
Allineamento alle stagioni e ai cicli:
Chi conosce la vecchia tradizione contadina sa bene che ogni anno i prodotti variano nei tempi di maturazione e nel loro sapore. Per i parametri commerciali questo aspetto è sempre considerato negativo, mentre crediamo che sia invece un sintomo positivo, spia del fatto che gli equilibri naturali sono vivi e si comportano come tali. Non solo non siamo in grado di garantire sapori e pezzature standardizzate, ma anzi ci impegneremo affinché ciò non accada. Adattarsi ai cicli naturali permette di avere alimenti diversi, unici e sostenibili, invece voler ottenere prodotti standardizzati e in tempi precisi va contro il fluire dei cicli naturali e questo richiede un dispendio di energie maggiori. Un’alimentazione con prodotti di stagione e che sia più varia possibile ci permette di avere tutte le sostanze nutritive necessarie per mantenerci in salute. Stagione per stagione la natura ci offre prodotti che contengono proprio quei nutrienti specifici per fronteggiare quel dato momento, ad esempio in inverno tanta vitamina C che ci aiuta a proteggerci dai malanni del freddo, in primavera abbiamo le foglie, i fiori e i prodotti amari per ripulirci, in estate molta acqua ed in autunno energia e calore per prepararci al freddo.
Economia solidale:
Al primo posto la persona:
Iniziative tese a rendere partecipi in prima persona gli utenti per coinvolgerli e renderli consapevoli della storia dei vari prodotti e dei successivi processi produttivi, tramite anche esperienze dirette nel campo. La trasparenza delle informazioni tra produttore e consumatore porta ad aumentare le proprie conoscenze in materia di agricoltura, salute e alimentazione, e soprattutto a far capire il valore intrinseco delle scelte che si compiono nel momento degli acquisti e nella propria responsabilità all’interno della filiera. Il consumatore assume così un ruolo di primaria importanza sia per le proprie scelte alimentari sia per quelle economiche. Questo lo porta ad influenzare e dirigere la pianificazione del territorio che lo circondo diventando un fautore del proprio futuro eco-sostenibile.
Scambio delle conoscenze:
L’agricoltura può essere vissuta come fulcro di aggregazione, uno spazio a contatto con la natura per scambiarsi materiali, esperienze e conoscenze. Attraverso corsi, attività, gite ed incontri si potranno recuperare gli antichi saperi tradizionali locali e di altri paesi lontani. Questo passaggio di vissuti e conoscenze può permettere di poter riprendere quel saper fare che soprattutto le nuove generazioni stanno perdendo e ciò può portare ad una riscoperta di capacità pratiche e intellettive utili all’auto-sussistenza.
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