10 Consigli per i bambini a tavola

10 Consigli per i bambini a tavola:

Creare un “rito” di comportamenti che identificano l’arrivo del pasto e il momento del nutrirsi risulta al bambini un aiuto a vivere i ritmi della giornata e a mangiare serenamente con chi gli è vicino. Inoltre iniziare i “riti” solo quando siamo proprio in procinto di avere il pasto già pronto per non mettere il bambino già a tavolo e poi doverlo far aspettare senza cibo che inevitabilmente si stancherà e annoierà diventando indisposto verso il pasto

  1. Rispettare gli orari per permettere una regolarizzazione anche della funzioni del corpo, evitare smangiucchiamenti fuoriorario e arrivando al momento del pasto con un buon appetito. Vanno definiti bene i momenti per i pasti principali e le eventuali merende che dovranno essere leggere ad esempio a base di frutta
  2. Lavarsi le mani prima del pasto e per i più piccoli dopo il pasto magari accompagnandoli al bidet e lasciando che da soli di lavino le manine porta a sviluppare indipendenza e la soddisfazione di giocare con l’acqua
  3. Televisione spenta in modo che il bambino nel momento del pasto sarà più attento e curioso verso il cibo; si può tenere un sottofondo di musica e/o i commensali a tavola parlano e condividono anche i loro valori e i loro vissuti quotidiani così anche il bambino ne è coinvolto. La conversazione dovrebbe tenere toni sereni senza trattare grosse problematiche da risolvere o atteggiamenti conflittuali; domande ad interrogatori su come è andata la giornata al lavoro o a scuola sarebbero da evitare in questo modo cerchiamo di creare un atmosfera migliore anche per la nostra digestione 🙂
  4. Posizione comoda: i piccoli con il seggiolone o sedie modulate per la posizione e da più grandi meglio cuscini o rialzi che permettano di arrivare bene al tavolo
  5. Posate e piatti a misura di bambino inizialmente anche in plastica ma col tempo in vetro e/o ceramica come gli adulti per rendersi anche conto che gli oggetti hanno delle caratteristiche, bisogna usarli con attenzione e a volte certi comportamenti possono rompere l’oggetto (“sbagliando” si impara) in questo modo il bambino si autoregola nei movimenti e impara con l’esperienza le conseguenze dei suoi atti
  6. Porzioni piccole così potrà finire il piatto ed eventualmente chiedere il bis
  7. Attenzione alla temperatura, insegnare a soffiare è un bel gioco anche se è meglio dare il piatto quando è pronto per essere mangiato
  8. Far assaggiare e dare la voglia di sperimentare cibi e piatti nuovi con colori e varietà che sono innati dai cicli delle stagioni. L’esempio che gli adulti danno resta il miglio strumento educativo per tutto! I bambini imitano e imparano molto più dai comportamenti che dalle parole!
  9. Se proprio un cibo non viene apprezzato non costringere la sua volontà manifestata con il rifiuto; meglio non prenderlo di petto, non dare troppa importanza ed eventualmente cercare soluzioni e compromessi insieme. Ad esempio con i più piccoli unire i cibi cioè se gli piace il pane diamo il cibo spalmato sul pane e proviamo a vedere se lo accetta più volentieri. Da più grandi fargli trovare soluzioni da solo per il pranzo con quello che è sulla tavola.
  10. Partecipare: coinvolgere il più possibile il bambino nel aiutare a preparare il piatto anche per esempio lavando le verdure o prendendo le pentole, apparecchiare la tavola per se e per gli altri, condire da solo il proprio piatto, sparecchiare, buttare i resti nella raccolta differenzia, ecc … i bambini riescono tranquillamente ad aiutare già prima dei 2 anni quindi prima si inizia con queste abitudini più sarà facile e il bambino si sentirà utile ed importante al interno della famiglia. Da più grandi possono con noi scegliere cosa si potrebbe cucinare per il pranzo dando però due o tre proposte e scegliendo tra queste raccordando anche perché si è scelto tra queste ad esempio abbiamo già mangiato le patate ieri (varietà) oppure i peperoni non sono di stagione ecc …

Questo post partecipa al blogstorming “tema del mese: educare a mangiare”

Vi consiglio anche un altro post Bambini e cibo nel blog Gaia Racconta di Elena Bendinelli  (educatrice e magnifica animatrice e racconta fiabe, oltre ad essere la nostra presidente dell”ass. Tutti giù per Terra)

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4 commenti

  1. Ciao! diciamo che ce l’ho tutte (come le figurine!) tranne la prima: IMPOSSIBILE evitare gli smangiucchiamenti fuori orario quando sei una mamma che per prima non resiste al tarallino prima di cena!
    Ecco, ho confessato :(((

    • Grazie Rachele della confessione 🙂 Capisco, capisco bene! anche a me risulta difficile questo consiglio ma ci provo con tutto l’impegno perchè ne ho visto gli effetti benefici … pensa per me lo smangiucchiamento è riservato alla frutta che è una buona alternativa ma comunque troppo riempitiva se troppo vicino al pasto 😦 e il risultato è che il bimbo scappa via dalla tavola se non ha una fame vorace lasciata dallo stomachino vuoto da merenda all’ora del pasto successivo. Quindi o consideriamo la frutta prima del pasto parte per pasto e può andare bene (dato che sarebbe meglio non mangiarla dopo per problemi di fermentazione) oppure armiamoci di impegno e coraggio dato che il nostro esempio resta sempre il più forte comportamento educativo visto che educhiamo anche noi stessi!

  2. una guida importantissima che condivido in pieno!

    • Grazie mille Verdeacqua sono felice che la guida sia condivisa e spero sia sempre più attuabile 🙂 a presto altri suggerimenti

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